martedì 25 gennaio 2011

E lo chiamano 'diplomificio'

Una tristissima realtà...
http://www.corriere.it/cronache/11_gennaio_25/ragioniere_pagando_email_5d43ea98-2863-11e0-98aa-00144f02aabc.shtml

venerdì 7 gennaio 2011

Studiare la lingua cinese

Lo so di persona, la richiesta di informazioni riguardanti lo studio della lingua cinese è sempre più fervente, un po' perché è di moda studiare il cinese, ma soprattutto per la convinzione che conoscendo la lingua cinese uno ha un'arma in più per lottare nel campo di battaglia chiamato 'lavoro'. E non è errato, cominciamo a contare da Ministero delle Istruzioni, Università e Ricerche, dal momento in cui la materia diventa a tutti gli effetti uno studio curriculare, chi ha le carte in regola vince la 'cattedra'.

L'articolo pubblicato sul Corsera rende un po' l'idea, anche di ciò che sta succedendo nelle scuole italiane: Boom del cinese.

Naturalmente io sono contenta di tutto ciò poiché una mano l'ho dato anch'io.

lunedì 15 novembre 2010

Beijing, ottobre 2010

Dopo 16 anni, rivedo la Cina.

Scesa dall’aereo 7 giorni fa, molte notti sogno ancora la Cina.

Ogni tanto a casa porto il giornale già letto, per avere una scorta di carta per vari usi, tra cui per esempio, alcuni fogli di giornale da appoggiare sul pavimento davanti ai fornelli per non sporcare il parquet con gli strizzi dell’olio da cucina. Oggi mi inchinavo per buttare via il giornale sporco, mi saltava all’occhio era il titolo di un articolo all’interno del giornale: «Ritorno in Cina», scritto da Angela Terzani Staude. Mi ha incuriosita il titolo ma soprattutto l’autrice, la Signora Terzani. Negli inizi degli anni ottanta, sono venuta via da Pechino un paio di anni dopo di lei e la sua famiglia, e se oggi lei parla di Pechino, l’articolo dove essere interessante, al meno dal punto di vista di qualcuno che Pechino lo conosceva come me.

Allora prendo spunto dal suo articolo per ricordare il mio recente viaggio.

Sono d’accordo con lei, anch’io ho fatto la stessa domanda: la immensa via Chang’an dov’è finita? La via Chang’an, la via della lunga pace che estendeva 10 li (circa 5 km) dall’est Dongdang all’ovest Xidang della città di Pechino, la via una volta considerata la più ampia e più lunga ma soprattutto la più importante della Cina, ai suoi lati sono riempiti di grattacieli di forme più bizzarre, di costruzioni recenti ricorrenti agli ultimi eventi mondiali come le Olimpiade del 2008, qualcosa è rimato, anche se soltanto esteriormente: la facciata del Beijing Hotel, l’entrata della Città Proibita, il Palazzo del Popolo, poi quasi più niente!



A differenza della Signora Staude che si trovava a Pechino nel mese di luglio, noi abbiamo avuto la fortuna di aver sempre il sole e il cielo azzurro, per essere fine ottobre, addirittura faceva caldo!

Questa volta non ho fatto visita alla Città Proibita. Mia figlia ricordava solamente dalle fotografie la facciata di essa, e ha voluto farne visita ben due volte in pochi giorni di permanenza Pechino. Le solite gite turistiche, dalla Grande Muraglia al Tempio del Cielo, dal Palazzo d’Estate al Tempio del Lama, Pechino ha investito sicuramente molto sul turismo mondiale, visto i punti d’attrazione come sono ben tenuti e mantenuti.

Non sono d’accordo invece sull’affermazione della Signora, l’autrice dell’articolo, che “Mi chiedo se senza Mao, con la sua rivoluzione permanente riuscì a togliere ai cinesi perfino il ricordo del loro atavico individualismo, il miracolo economico cinese si poteva fare”. Non vorrei fraintendere le parole dell’autrice, ma la parola ‘individualismo’ applicata al popolo cinese non rispecchia la tradizione o la filosofia millenaria cinese. Avrei usato in molti casi e in molte occasioni la parola ‘egoismo’ per riferire alle faccende cinesi, ma l’individualismo che dai cinesi è considerato un prodotto occidentale, forse è arrivato soltanto recentemente con la globalizzazione, se ci è arrivato.

L’articolo prosegue con queste parole: “I suoi successori non hanno dovuto far altro che prendere quelle masse, diventate umili e ubbidienti, e trasformarle in una forza lavoro che, sommata alla nuovo tecnologia, sta facendo della Cina una formidabile, forse imbattibile macchina di produzione”. Come nella frase precedente in cui la parola che non rispecchia la realtà è “individualismo”, qui la frase che non mi trovo d’accordo è “diventate umili e ubbidienti”. La cultura cinese da sempre, forse per merito o forse per colpa del Confucianesimo, ha solo prodotto un popolo ‘umile e ubbidiente’, naturalmente parlo in generale e in generico, le mosche bianche o gli avvenimenti epocali non fanno parte del mio discorso.

Oggi la Cina è affarista. I due mercati dei taroccati in centro della città di Pechino ne sono testimone. È diventato un divertimento, soprattutto per mia figlia, a contrattare i prezzi per comprare un oggetto che inizialmente il venditore chiede 1200 yuan e si finisce a pagarlo a 100. La famosissima via Wangfujing, sotto le vecchie insegne dei magazzini locali di una volta si espongono le insegne dei più famosi marchi del mondo, mi ha sorpresa. Ricordo ancora che dentro uno di quei magazzini pieno zeppo di persone curiose, tiravo fuori i 15 Renminbi e non i Foreign Exchange Certificate, per comprarmi un asciugamano che tuttora, dopo più di 20 anni, in uso a casa.

Pechino, quando sarà la prossima volta che ti vedrò? Spero non dopo altri 16 anni …

giovedì 7 ottobre 2010

è lui....

Noi siamo uguali. Sua altezza? è lui....
foto ANSA


sabato 26 giugno 2010

sabato 19 giugno 2010

Così fan tutti … i cinesi

Ne ho raccolti e scritti un totale 70 punti:

1. Il saluto più comune al momento di incontro tra gli amici non è ‘Ciao!’ ma ‘hai mangiato?’
2. Mangiano le zampe di pollo (o gallina, come preferisci)
3. Mangiano la testa di pesce o le pinne
4. Appendono un portafortuna allo specchio retrovisore dell’auto
5. Cantano al karaoke
6. Usano le piastrelle per decorare la casa
7. Lasciano uno strato non indifferente di grasso in cucina
8. Tengono i fornelli rivestiti con la carta stagnola
9. Mettono la pellicola sul telecomando
10. Non hanno mai dato un bacino ai genitori
11. Non hanno mai abbracciato i genitori
12. Usano gli occhiali in quinta elementare
13. Hanno i capelli alzati quando si svegliano
14. Discutono sulle cose ovvie
15. considerano i buoni d’acquisto il biglietto preferito
16. Guidano dappertutto pur di trovare la stazione di carburante più conveniente
17. Fanno la doccia soltanto la sera
18. Non mangiano mai il cibo nel frigo nella stanza dell’albergo se è a pagamento
19. I maschi hanno meno peli delle donne
20. Per ringraziare chi gli versa il the fanno l’inchino con l’indice e il dito medio della mano picchiettando sulla tavola
21. Emettono 3 suoni esclamativi che sono A (con il secondo tono), Ah (con il quarto tono) e WAH (con il quarto tono)
22. Non allacciano mai la cintura di sicurezza quando si trovano sul posto passeggero
23. Amano Las Vegas, le slot machine e giocare al Black Jack
24. Sulla tavola in cucina non manca mai uno straccio bagnato
25. Sputano le ossa o i resti del cibo sulla tavola quando consumano il pasto
26. Tengono sempre in fondo al frigo qualcosa da vecchia data
27. La lavastoviglie non è mai stata inaugurata
28. La lavastoviglie è un altro armadietto per i piatti
29. L’oggetto indispensabile in casa è il termos, e il termos è perennemente riempito d’acqua calda
30. Il luogo per consumare i pasti è la cucina e non è mai la sala da pranzo
31. Usano gli stuzzicadenti durante o dopo i pasti, davanti a tutti, coprendo la bocca con una mano
32. Quando si siedono alla scrivania, il movimento più inconscio è far girare incessantemente una matita o una penna biro tra le dita della mano
33. Le cose che hanno un posto fisso nel frigo sono: il riso avanzato, l’ala di pollo e qualche pezzo di formaggio di soia stagionato
34. Al posto del bicchiere, usano il barattolo della marmellata o il contenitore di vetro del Nescafè per bere acqua
35. L’hobby preferito quando viaggiano è collezionare shampoo e spazzolino da denti negli alberghi
36. Le merendine immancabili per accompagnare qualsiasi viaggio, anche solo di 15 minuti, sono: le prugne secche salate, le olive, i manghi secchi o i calamari secchi arrostiti, ecc.
37. Il riso va lavato due tre volte prima d’essere messo a cuocere nel cooker per togliere l’impurità
38. Mai hanno pensato di usare un dosatore per cucinare
39. Lo strumento per sbattere le uovo è sempre e solo un paio di bacchette
40. Usano sempre la tazza da the con il coperchio
41. Per trovare un numero di telefono usano soltanto la rubrica telefonica e mai chiedere all’operatore telefonico poiché quest’ultimo fa spendere 0.50 yuan
42. I film preferiti sono quelli di Kungfu o in costume antico
43. Per evitare di parlare a voce con i genitori mandano gli auguri con sms durante le festività
44. Durante la trasferta per lavoro o quando vivono separati dai genitori, ricevono sempre la telefonata dai genitori che li chiedendo: “Hai mangiato?”
45. Ricevono sempre dai genitori la raccomandazione di non mangiare le cose fritte quando sono ammalati
46. Il computer sul posto di lavoro è sempre lo strumento più usato per le transazioni in borsa, per le navigazioni in internet, per chattare con gli amici, per mandare le e-mail, e per tutto ciò che non riguarda il lavoro
47. Prima di andare ad un buffet fanno un digiuno esagerato
48. La loro ricerca più ambita è quella di trovare i negozi dove vendono gli elettrodomestici, i gioielli, gli abbigliamenti o i cosmetici con lo sconto
49. Collezionano le bottiglie di coca cola per un uso futuro chissà di che
50. Collezionano i chiodi, le viti, i cavi o qualsiasi genere di pezzi di ricambio per una probabile futura riparazione degli attrezzi casalinghi
51. Spremono fino allo stato di un pezzo di carta sottile il tubo di dentifricio
52. Alla Festa della Luna mangiano i mooncakes possibilmente con più grasso e più zucchero
53. Comprano anche 100 confezioni di carta igienica se il prezzo di sconto in offerta scade in breve
54. Mangiano anche fino all’ultima briciola se il cibo dovesse essere buttato via
55. In estate preferiscono i ghiaccioli con i fagioli che il gelato per non spendere troppo
56. Amano mangiare la zucca amara
57. Amano portare la frutta ai padroni di casa come regalo
58. Lottano per pagare il conto dopo il pasto al ristorante
59. Frequentano i corsi professionali soprattutto quelli concreti e pratici come corso di informatica, di contabilità, di meccanica o di giurisprudenza
60. Usano sempre la risposta preferita quale ‘non lo so’
61. Amano dire ‘vediamo’ (per non dire un secco NO)
62. Fanno la gara sonora quando mangiano gli spaghetti in brodo o bevono le zuppe
63. Abitano in famiglia dei genitori anche dopo essersi sposati
64. Mandano soldi ai genitori , ai parenti o agli amici lontani per dimostrare l’affetto
65. Chiedono prestito di denaro ai genitori, ai parenti o agli amici
66. Riempiano il portafoglio di carta di credito
67. Saltano la fila quando si presentano le occasioni di farlo
68. Salgono sui mezzi pubblici prima che gli altri scendano
69. Spingono per muoversi con più spazio libero per sè
70. Possibilmente non ricevono amici in casa per motivo del disordine diffuso

Ne sai altri di questi??? Mandameli pure...

venerdì 2 aprile 2010

I miliardari cinesi

Dati provenienti dal Hurun Report:

Oggi in Cina ci sono circa 875000 persone che hanno dichiarato un reddito superiore a 10 milioni di yuan (equivalenti a 1 milioni di euro) con una crescita del 6,1% in confronto all’anno precedente. La città dove risiede il maggior numero di milionari è la Città di Beijing con 151.000 unità, seguita da Guangdong con 145.000 unità circa e al terzo posto occupato da Shanghai con 122.000 unità. I milionari di questi 3 luoghi fanno un totale del 48% dei cinesi ricchi. Il motivo che Beijing è divenuta la città più ricca viene dal fatto che i neo-ricchi provenienti dalle province limitrofe come Shanxi, Shaanxi , Hebei e l’area Nord-est hanno scelto per prestigio di trasferirsi a Beijing.

Tra questi milionari, 1900 hanno un reddito personale superiore a 110 milioni di euro e 140 con più di 1 miliardo di euro. La metodologia della stima del reddito prende in considerazione tutto il capitale personale.

L’età media dei ricchi è di 39 anni. Il rapporto uomo donna è di 7:3. La maggior parte di questi ricchi ha cominciato a far soldi partendo dalla fornitura di servizi, dell’investimento in edilizia e nel settore manifatturiero. I cinesi ricchi sono super-fiduciosi del sistema economico della Cina, amano collezionare orologi prestigiosi e mediamente hanno 4.4 orologi di lusso a testa, e amano investono nell’arte classica cinese. Nel loro tempo libero si dedicano a viaggi, a giocare a golf, ed al nuoto; mediamente prendono 16 giorni di ferie all’anno. Un terzo di loro non beve e metà di loro non fuma. Programmano il futuro dei loro figli pensando all’educazione all’estero, la mèta preferita per la scuola superiore è la Gran Bretagna, mentre per l’università preferiscono gli U.S.A.

Esiste un netto distinguo tra i ricchi delle città di prima linea e quelle di seconda-terza linea, e questo riguarda tutti gli aspetti della loro vita.

I ricchi delle città di 1° linea
Età media: 40
Méta preferita per viaggi esteri: U.S.A.
Méta preferita per viaggi interni: Hong Kong
Tempo libero: Nuoto
Collezionismo: Auto/orologi di lusso
Donazioni: Croce Rossa
Firme e marche: Giorgio Armani
Gioielli: Cartier, Bulgari

i ricche delle città di 2-3° linea
Età media: 43 anni
méta preferita per viaggi esteri: Canada, U.S.A., Francia
méta preferita per viaggi interni: Yunan, Sanya
Tempo libero: sorseggiare il thè
Collezionismo: Arte calligrafica e di pittura classica, porcellana antica
Donazione: Costruire e aiutare le scuole elementari del paese
Firme e marche: Gucci e Hugo Boss
Gioielli: Cartier, Montblanc

- I miliardari cinesi si distinguono dai loro colleghi milionari in questi aspetti:
- più del 50% hanno età superiore a 45 anni;
- l’82% è di sesso maschile;
- Le risorse del capitale sono di tipo industriale imprenditoriale;
- non considerano l’importanza della protezione ambientale, considerano più importante la leadership nel proprio settore e pagare le tasse.

Mediamente viaggiano 4 volte all’anno anche se non amano molto viaggiare. Preferiscono visitare Sanya e il Tibet, all’estero scelgono gli U.S.A. e preferiscono il Canada, Singapore, piuttosto che la Francia. Viaggiano con la Air China e alloggiano all’Hilton. Così si differenziano dai loro colleghi milionari giocando a golf anziché darsi al nuoto od a Karaoke.

Nonostante i miliardari cinesi non abbiano ancora acquisito molta conoscenza a riguardo del jet personale o dello yacht di lusso, un miliardario su sei dichiara l’interesse di comprarsi un aereo personale e il marchio preferito è il canadese Bombardier. Uno su due vuole comprarsi uno yacht per il quale la marca più ambita è Riva. Qingdao e Hong Kong sono i porti preferiti per l’attracco.

La bevanda alcolica preferita dei miliardari cinese inesorabilmente è il Maotai, anche se molti hanno dichiarato la diminuzione di tale consumo durante l’ultimo anno.
L’auto preferita dei miliardari cinesi è la Mercedes Benz , mediamente possiedono 3.8 auto di lusso a testa. Amano vestire Giorgio Armani piuttosto che Burberry. L’orologio preferito è Patek Philippe, la marca del cellulare preferita è Vertu e non IPhone, ma preferiscono l’Apple come computer portatile. Oltre alla Serie S della Mercedes e la A8 della Audi, il Rolls Royce è il loro sogno e per la Bentley Continental Supersports non disdegnano il loro sguardo.

Le miliardarie cinesi invece hanno l’età media di 38 anni, e provengono maggiormente dal campo di fornitura di servizi. A differenza dai loro colleghi maschi, hanno più a cuore la protezione ambientale. Nel tempo libero le signore miliardarie preferiscono il nuoto al golf, la méta preferita di viaggi è Hong Kong e sono più propense all’acquisto immobiliare di ville nelle città di villeggiatura costiere.
Il consumo preferito per le signore è l’arredamento e gli accessori di lusso. La marca preferita è Channel, e non scelgono Ermenegildo Zegna. Le banche preferite delle signore sono la HKSBC e la Chinese Merchant Bank.

Comunque, nella statistica fornita dal Hurun, non fanno parte i ricchi di Hong Kong, Taiwan e Macao.

La ricca Cina è vicina? Si sa di certo che i nuovi ricchi cinesi tendono sempre più all’acquisto dei beni di lusso, non soltanto per togliersi lo sfizio di possedere qualcosa di alto livello, di bello, di straordinario, ma soprattutto per poter segnalare un elevato stato sociale ottenuto.